Non ci sarà mai il nuovo Zanetti, lui è e sarà per sempre IL CAPITANO.

“Mi abituerò a non cercati, mi abituerò a voltarmi e non ci sarai, mi abituerò a non trovarti”, è un pezzo della canzone del Liga che mi risuona in testa dal minuto 17” della partita di ieri.
Da quando LUI, Zanetti, è caduto a terra, si è rialzato ed è ricaduto con la faccia piena di dolore. La barella, le mani sul volto, la preoccupazione di tutti i compagni, le prime parole : “6-8 mesi per il recupero, carriera finita”, un INCUBO.

La stagione dell’Inter per me è finita ieri al minuto di 17’ quando Il Capitano si è infortunato, quando in una stagione arriva il quarantanovesimo infortunio ed è quello che più fa male al cuore. Perché se l’infortunio di Diego ci aveva distrutto quello di Pupi è insopportabile.
Ancora non riesco ad immaginare tante, tantissime partite, troppe partite senza Pupi sulla fascia, senza quel numero 4 che corre ovunque, senza quel capitano che quando vede che i suoi compagni stanno mollando, che il pubblico è in silenzio, prende la palla china la testa e parte, scartando giocatori come birilli, lasciando tutti a bocca aperta, strappando più applausi persino agli avversati.

Mi direte che Zanetti non potrà giocare in eterno ,già lo sapevo, ma cosi fa ancora più male. Immaginavo di non vederlo in campo un po’ alla volta, come quelle storie che finiscono in maniera calma, cosi fa troppo male. Perché Zanetti è tutto, Zanetti è l’Inter nella più bella eccezione del termine, Zanetti rappresenta un modello per tutti,p er i calciatori e per chi non pratica lo sport, perché è un uomo pulito dentro e fuori dal campo, lontano dai riflettori, pronto ad aiutare tantissime persone, sempre pronto a metterci la faccia per l’Inter per la sua Inter.

Perché Pupi quando parla dell’Inter parla della sua famiglia, gli brillano gli occhi. Nonostante le tantissime stagioni è come se fosse appena arrivato, sempre la stessa voglia la stessa emozione di giocare e di vederlo giocare.

Zanetti è l’Inter ed io aspetterò con ansia e con gioia la partita nella quale riprenderà la sua fascia da capitano, abbasserà la testa, prenderà la palla e farà gridare e cantare nuovamente tutto lo stadio.

Perché se un giorno potrà esserci il nuovo Ronaldo, il nuovo Messi, il nuovo Maradona, il nuovo Del Piero e il nuovo Maldini non ci sarà mai il nuovo Zanetti.
Lui è e rimarrà per sempre IL CAPITANO!

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