Non siamo più il calcio più bello del mondo. Quell’incredibile 2010.

Il calcio italiano è, inevitabilmente, lo specchio della grave, gravissima anzi, crisi economica che sta attanagliando il Bel Paese in questi ultimi anni. Mentre negli altri campionati ciò non è visibile, viste le non drammatiche condizioni in cui crogiolano, per esempio, Germania e Inghilterra. E questa disparità mostruosa si riflette inevitabilmente sul mercato che le società calcistiche nostrane intavolano ogni estate, con i migliori campioni che si consacrano in Italia per poi emigrare in campionati più ricchi.

La serie A sembra diventata una Lega “sudamericana”, dove i talenti ci giocano per qualche anno prima di tentar fortuna altrove. I campioni (prima una costante del nostro campionato ), si contano ormai sulle dita di mezza mano.

E l’incredulità aumenta quando senti notizie come l’acquisto di Götze da parte del Bayern Monaco per 37 miliardi di euro, cifra che una società italiana è impossibilitata ad investire sul mercato.
I top-player vanno altrove, facciamocene una ragione, mentre in Italia rimangono buoni giocatori e “ottimi giocatori” che hanno fallito negli altri campionati. Le bandiere alla Zanetti, sia chiaro, sono un caso a parte.

Si pensi a Neymar, ormai virtualmente un giocatore del Barcellona. Forse anni fa avrebbe indossato la maglia di una delle grandi italiane, forse la nostra, perchè no?
Ma non ora : non siamo più il campionato più bello del mondo.
Ciò, inevitabilmente, si ripercuote sui campi in termini di risultati, e tentare di battere le rivali europee diventa sempre più una impresa titanica.
Ecco perché pensando a quella magica notte del 2010, quel 22 maggio di quasi 3 anni fa, ci viene da pensare che, forse, quello è stato l’ultimo treno disponibile per il calcio italiano.
L’ultima chance di montare sul tetto d’Europa, perché battere lo strapotere altrui adesso pare un miraggio lontanissimo.

Ma i miracoli e i treni a volte passano, basta saperli aspettare ed esser pronti a salirci sopra. Torneranno i giorni di gloria, anche per il calcio italiano, anche per la nostra amata Inter.

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